Sui contenuti dell’accordo relativo al FPS 2006 degli uffici centrali ci siamo già dilungati nei precedenti comunicati sottolineandone gli aspetti negativi e, soprattutto, l’introduzione delle ridicole pagelline. Ma come spesso accade, la discutibile sostanza diun accordo si accompagna ad una forma altrettanto discutibile. Ebbene, l’accordo sottoscritto il 17 luglio non solo è stato siglato soltanto da 8 delegati RSU (e non dalla maggioranza della RSU come prevede espressamente l’articolo 8 dell’Accordo Collettivo Quadro che regolamenta la materia), ma vi è di più: ben 3 rappresentanti (1 della CGIL, 1 della CISL, e 1 della UIL) hanno firmato due volte, come delegati RSU e come rappresentanti di OO.SS. Sdoppiamento di personalità o tentativo maldestro di far apparire un consenso intorno all’accordo che in realtà non c’è? Ed è forse per questo che, come per incanto, nell’accordo pubblicato sul sito Intranet le firme dei singoli delegati RSU sottoscrittori dell’accordo sono sostituite dalla generica dicitura “la RSU firma”? Basterebbero questi “particolari” per spiegare il clima e la correttezza che ha ispirato tutta la trattativa, ma al peggio non vi è mai fine…Infatti, l’Amministrazione ed i suoi sindacati amici, CGIL, CISL e UIL così disinvolti nel siglare accordi senza rispettare le regole da essi stessi stabilite (l’Accordo Collettivo Quadro è stato sottoscritto da CGIL, CISL, UIL), sono poi diventati sorprendentemente rigorosi impedendo ai 7 delegati RSU che non hanno sottoscritto l’accordo, di allegare una normalissima nota all’accordo con la quale si motivano le ragioni della mancata sottoscrizione (secondo una consolidata prassi sindacale).
Cosa spinge l’ Amministrazione ed i suoi sindacati amici a nascondere il dissenso di una parte rilevante della RSU sull’’accordo? Perchè si vuole impedire al personale di coglierne davvero i contenuti, mettendo a tacere i delegati RSU che quell’accordo non hanno firmato? Semplice: Amministrazione e CGIL, CISL e UIL credono che i soldi del personale siano un affare da gestire privatamente, e sanno altrettanto bene che l’introduzione delle pagelline in un momento in cui la categoria è pesantemente sotto attacco è un vero e proprio insulto alla dignità ed alla professionalità del personale. Un boomerang che tornerà loro indietro nel momento in cui partirà questa comica “valutazione”, che, dati i tagli, ha lo scopo di dare a pochi quegli stessi soldi che intanto ora tolgono a tutti. O forse questo accordo serve all’Agenzia per essere in armonia con il Brunetta pensiero, e a CGIL, CISL e UIL per presentarsi agli occhi dell’Amministrazione come sindacati “responsabili ed accomodanti”?
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